Facebook Pixel. Probabilmente, se non sei del mestiere non l’hai mai sentito nominare. Eppure è uno degli strumenti più potenti del social di Palo Alto, una risorsa che ti consente realmente di aumentare le vendite. Ma cos’è il Facebook Pixel? Come usa?

Rispondiamo a queste domande nel video qui sotto, un breve ma esaustivo tutorial che ti dà una definizione del Pixel, ti spiega come può aiutarti e quello che ti permette ti fare, ti illustra i vari passaggi per installarlo e metterlo a regime.

Siamo nel campo degli strumenti “avanzati” di Facebook, ma non è affatto impossibile gestire il tutto in maniera autonoma. Probabilmente, però, avrai bisogno del tuo webmaster, anche perché ci sono di mezzo codici e – in alcuni casi – plugin.

Ad ogni modo, per quanto l’installazione del Pixel possa sembrare laboriosa, vale proprio la pena prendere in considerazione il suo utilizzo. Permette, infatti, di fare un sacco di cose, tra cui di “riprendere” letteralmente chi magari ha visitato la pagina di un sito, ha inserito nel carrello online un prodotto ma non ha acquistato. Immagina di riuscire a contattate esattamente quelle persone e ricordare loro dell’acquisto o invogliarle a compiere il passo finale… Comodo vero? Ebbene, il Facebook Pixel ti permette di farlo.

E pensa che questa non è l’unica funzione del Pixel, ce ne altre ugualmente utili.

Ti spiego tutto nel video. Dunque…

Buona visione!

 

Riattivare contatti email… Una necessità che emerge spesso, anche perché è molto complicato tenere alta l’attenzione di un contatto.

Tuttavia, è fondamentale in quanto un modo per aumentare il fatturato non è solo quello di convertire un contatto in cliente, ma anche far sì che chi ha comprato… Compri di nuovo. Un obiettivo, questo, che non puoi raggiungere se chi è presente nel tuo database non risponde più alle tue email.

In questo articolo ti spieghiamo come fare, ti illustriamo 3 step per riattivare i tuoi contatti email. Non che sia semplice, anche perché in ogni caso dovrai lottare con il rischio di finire nella cartella spam, ma è comunque un impegno alla portata di tutti. L’importante è profondere un po’ di sforzi.

Per esempio, dovrai necessariamente mettere ordine nel tuo database. Dovrai studiarlo, in modo da dividerlo in segmenti. Solo così potrai fornire contenuti “riattivanti” che diano l’idea di essere esclusivi. Se il contatto avverte di essere preso in considerazione in quanto persona, in quanto singolo, piuttosto che oggetto di “offerte a pioggia”, potrebbe cambiare idea e ricominciare ad ascoltare quello che hai da dire.

Come dovrebbero essere i contenuti “riattivanti”? Insomma, cosa dovrai scrivere nell’email? Questo è un capitolo a parte, se possibile ancora più spinoso. Tuttavia, è più che gestibile. Trovi tutti i dettagli nel video qui sotto, quindi…

Buona visione!

Cosa serve per vendere online? Se hai deciso di puntare sul digital per vendere un tuo prodotto o servizio sicuramente ti sei già posto questa domanda. Probabilmente, hai esplorato il tema delle tecnologie, nella convinzione che siano proprio le tecnologie a permetterti di aumentare le vendite. La tecnologia è importante, ovvio, ma c’è dell’altro. Alzi, il fulcro della questione non riguarda l’aspetto tecnologia bensì dinamiche più complesse.

Dunque, cosa serve per vendere online? La risposta corretta sarebbe “capire chi sei e chi sono i tuoi potenziali clienti“. Per riuscire a vendere online, infatti, devi avere chiaro in mente qual è il tuo pubblico.

Non puoi vendere a tutti, e se stai pensando di farlo (o di provarci) sappi che è un approccio sbagliato. La verità è che ciascuno è diverso, e tutti sono suscettibili a un tipo di prodotto piuttosto che a un altro. In teoria, dovresti progettare le tue azioni di marketing e adattare la tua comunicazione in base alle caratteristiche delle persone cui stai vendendo.

Per fortuna,le persone, per quanto diverse, possono essere raggruppate in 9-10 categorie, le quali al loro interno sono sufficientemente omogenee per motivazioni di acquisto, aspirazioni, obiettivi etc.

Insomma, capire il tuo pubblico, capire come “parlarci”… Queste sono due degli ingredienti per (pensare di) vendere online. Ovviamente c’è dell’altro, molto altro.

Per ulteriori dettagli ti consiglio di guardare il video qui sotto, potrebbe aprirti gli occhi su molti argomenti.

Buona visione!

 

Quanto costa fare marketing? Se hai aperto da poco un’attività o semplicemente vuoi dare la svolta a una già esistente, è probabile che tu ti sia posto questa domanda. In questo video ti offriamo qualche spunto utile circa la questione del budget e una stima precisa.

Tuttavia, te lo anticipiamo, potresti esserti posto la domanda sbagliata. In realtà, non è mai utile partire parlando di “soldi” in questi termini. Non sto dicendo che devi disinteressarti al budget, tutt’altro. Solamente, ci sono domande più importanti. Domande le cui risposte, a dire il vero, rendono il quesito “quanto costa fare marketing” praticamente superfluo. Una di queste è: quali sono i miei obiettivi? A seconda della risposta, si apriranno due scenari differenti, che ti illustriamo nel video.

Ovviamente, stando almeno alla nostra esperienza, esiste una cifra “precisa” che dovresti spendere in marketing, se non vuoi rendere vano il tuo impegno. Il termine precisa è tra virgolette in quanto non stiamo parlando di un numero assoluto, bensì di una percentuale sul fatturato a cui aspiri. E’ chiaro: non si possono dare cifre secche, ciascuna attività è diversa dalle altre per obiettivi, ambizioni, strategie, risorse etc.

Dunque, se vuoi vederci finalmente chiaro sulla questione del budget, e capire quanto costa fare marketing, ti consigliamo di guardare il video qui sotto.

Buona visione!

Fare video tutorial.. Uno dei tanti strumenti per far crescere il proprio canale Youtube. E’ sicuramente lo strumento che (insieme a tanti altri) ha consentito a Marco Salvo di far crescere il suo canale Youtube. Non che sia stato semplice.

Far crescere un canale Youtube non lo è mai, anche perché è un mondo a parte rispetto a quello dei siti e dei blog. Sono diverse le metriche, sono diverse le dinamiche di visibilità. Non è raro – anzi è estremamente frequente – che un canale produca numeri bassi per molto tempo, per poi intraprendere una crescita esponenziale. Ciò non accade quasi mai, quando si parla di business online (il percorso è in genere più lineare). E’ necessario un approccio diverso, forse controintuitivo.

O almeno è questo che ha realizzato Marco Salvo dopo ben 92 video pubblicati e svariate conversazioni intrattenute con chi, oggi, fa numeri pazzeschi.

In questa intervista Marco Salvo ci racconta un po’ la sua esperienza, ci rivela un paio di interessanti verità su Youtube. Per esempio, che gestire un canale Youtube personale è in realtà un viaggio, un percorso, una serie continua di cambiamenti. I quali possono riguardare certo l’aspetto tecniche (le luci, le inquadrature etc.) ma anche e soprattutto i contenuti. Ciò vale anche e soprattutto per chi si diletta a fare video tutorial.

Se volete scoprire alcuni piccoli grandi segreti di Youtube, non potete perdere il video qui sotto.

Buona visione!

 

P.S. Con Marco Salvo abbiamo parlato anche di uno dei business online più redditizi: le affiliazioni. Ne abbiamo discusso qui.

Perché compriamo? Cosa ci spinge all’acquisto? La risposta è meno scontata di quanto si possa immaginare. Anzi, la risposta che tutti, o quasi, si danno è sbagliata o parziale.

Me ne sono accorto parlando con clienti e amici. Tutti tendevano a rispondere allo stesso modo, tirando fuori il medesimo concetto. Attorno alle reali motivazioni di acquisto, insomma, gravita un grosso equivoco. Un fraintendimento che costringe le persone comuni a comportarsi come il classico cliente inconsapevole, e chi vende un prodotto o un servizio a perseverare in un approccio tutt’altro che efficace.

D’altronde, se non sai perché le persone comprano, come fai a convincerle a comprare?

Ma qual è questo equivoco? Molto banalmente, credere che compriamo solo quando avvertiamo un bisogno del tipo “non ho / mi serve questo”, e che compriamo solo quello che ci serve. Fermati un attimo a riflettere… Forse chi compra una casa, non ha già una casa? Forse chi compra un vestito, non ha già dei vestiti?

Sia chiaro, la risposta “compriamo perché abbiamo bisogno, in quanto non abbiamo” non è completamente sbagliata, e in alcuni pochi e specifici casi può corrispondere alla motivazione reale. Ma è evidente che c’è dell’altro. Cosa, in particolare? Ebbene, te lo spieghiamo in questo video.

Buona visione!

E’ uscita la versione 3.0 di Mautic. Un’ottima notizia per chi utilizza questo interessante software, tra i migliori nel segmento dei CRM. Tuttavia, c’è un problema. Se possiedi una versione precedente, ovvero se utilizzi Mautic già da un po’, eseguire l’update non è facile come sembra.

Anzi, ti troverai ad affrontare alcuni ostacoli. Niente di strano, dal momento che stiamo parlando di un software open source. Soprattutto, niente di insormontabile. Sei però a un bivio: smanettare fino a imboccare la strada giusta, e in questo caso potresti metterci anche qualche ora… O seguire i consigli di chi ci è già passato o ci sta passando. Per esempio, me.

In questo video ti do qualche dritta per eseguire l’update alla versione 3.0 nel più breve tempo possibile e senza gravi patemi. Ci tengo a precisare che questo non è un tutorial risolutivo, e che ne seguiranno altri. Tuttavia potrai già rimuovere alcuni ostacoli iniziali, che come minimo ti farebbero perdere tempo prezioso.

Ti anticipo che dovrai necessariamente eseguire un backup, in modo da non rischiare di perdere i dati durante il processo di updating. Inoltre, è probabile che tu debba più volte cancellare la chache. E’ quasi sicuro, poi, che dovrai modificare le impostazioni del crownjob.

Ti consiglio di guardare questo video, ti sarà molto utile. Se invece non conosci Mautic, ti consiglio quest’altro contenuto.

Buona visione!

Vorresti utilizzare un CRM ma non sai quale scegliere? In questo video ti offriamo qualche elemento utile per valutare e decidere. Ti consigliamo di guardarlo tutto, anche perché verso la fine ti mostriamo un piccolo ma interessante tutorial sulla gestione dei lead con vTiger, che è uno dei CRM più interessanti.

Ad ogni modo, insieme a Giuseppe Mazzuccato alias “Beppo” di Beppo.it, rispondiamo ad alcune delle domande che si pongono coloro che stanno pensando di dotarsi di un CRM.

E’  meglio acquistare una licenza o sottoscrivere un abbonamento?

Quali sono i criteri cui guardare se i clienti sono ancora pochi? E se la forza vendita è già numerosa?

Esatto, anche questi sono elementi che dovrai prendere in considerazione, se stai per scegliere un CRM.

Non che sia una scelta semplice, l’offerta di software è molto abbondante. Probabilmente, uno dei dubbi riguarda la policy del software: proprietario oppure open source?

Tra le altre cose, nel video parliamo dei numerosi vantaggi dei CRM open source, che in larga parte possono essere sfruttati anche senza enorme competenze di programmazione. Ovviamente, se la tua intenzione è di sfruttare i CRM nella loro interezza, a prescindere dal fatto che siano open source o meno, dovrai dotati delle giuste competenze, o attraverso un percorso di formazione o facendo riferimento a dei consulenti. vTiger, come vedrai tu stesso, è un ottimo esempio di questa “dinamica scalare”.

Se vuoi approfondire il tema del CRM, ti consigliamo di guardare non solo il video qui sotto, ma anche quest’altro, che poi la prima parte dell’intervista a Beppo.

Buona visione!

 

Come sfruttare al cento per cento un CRM? Lo scopo è trasformare un lead in un cliente, ovvero spingere all’acquisto un contatto. Scopo che puoi raggiungere “manualmente”, senza utilizzare software o strumenti complessi, quindi al costo di qualche sacrificio in più. Puoi però snellire questa attività, ottimizzarla e aumentare le chances di successo. Ebbene, per farlo – a certe condizioni – dovresti utilizzare un CRM.

Il CRM, in genere, ti mette a disposizione molte funzioni. La più importante è quella che ti consente di tenere traccia del rapporto tra te e i tuoi contatti, di verificare in ogni momento in quale stato versa un lead: è interessato? Sta prendendo in considerazione l’acquisto? Non ha ancora ricevuto l’offerta? Rispondere a queste domande è fondamentale per decidere le azioni da intraprendere nei suoi confronti. Il CRM ti permette di avere queste info a portata di mano.

Per comprendere la reale potenzialità del CRM ti consigliamo di guardare questo video. Insieme a Giuseppe Mazzuccato, alias “Beppo” di Beppo.it, ti mostriamo un vero CRM in azione. Nello specifico, uno dei più famosi in assoluto: vTiger.

Nel video ti mostriamo le tipologie di informazioni che puoi attribuire un contatto e persino come utilizzarle a tuo vantaggio (es. mandando una mail specifica) senza nemmeno cambiare piattaforma.

Questa è la terza parte dell’intervista a Beppo. Se vuoi approfondire ti consigliamo di guardare anche la prima e la seconda parte

Buona visione!

Parliamo di CRM, strumenti fondamentale per vendere di più e meglio, per aumentare la base dei clienti effettivi e per rinsaldare i rapporti con chi cliente lo è già. Lo facciamo con Giuseppe Mazzuccato, alias “Beppo”, di Beppo.it, un vero esperto in materia.

La sigla CRM sta a indicare sia l’attività di gestione della clientela sia gli strumenti che consentono di svolgerla materialmente, questa attività. Strumenti, ovvero software, che sono sul mercato da ormai molti anni, e che possono essere acquistati spesso senza spendere cifre eccessive. Ovviamente un CMR non vale l’altro, si differenziano per qualità e per funzioni su cui si focalizzano. In questo video Beppo offre qualche consiglio per scegliere il software giusto.

Questo è un video importante anche perché fornisce una panoramica completa di quello che può fare un CRM, di quello che potete fare voi con un CRM. Siamo ben oltre la “semplice” gestione del cliente. Un CRM ti consente di condividere i dati sui contatti, in modo che l’abbandono di un agente non causa la perdita di informazioni (quando se ne vanno, spesso si portano dietro le informazioni sui contatti che gestivano), permette di organizzare le informazioni affinché ciascun contatto venga trattato nel modo più consono per stimolarlo all’acquisto. Parlare a un contatto che ha già acquisto è diverso (deve esserelo!) che parlare a un contatto che non ha ancora comprato nula.

Senza contare il ruolo che il CRM ricopre per il marketing in senso lato, soprattutto automatizzato, e per il customer care propriamente detto.

Insomma, la carne al fuoco è tantissima, dunque…

Buona visione!